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La comunicazione e la sua evoluzione

La parola “Comunicazione” deriva dal latino e significa “mettere in comune”, ovvero condividere informazioni verso un altro individuo o un altro luogo per riuscire così a creare relazioni e perchè no, poter anche vendere un proprio servizio o un proprio prodotto. Noi come persone abbiamo costantemente bisogno di confrontarci l’un l’altro, abbiamo bisogno di ascoltare quello che gli altri hanno da dirci e spesso, senza neanche accorgercene, riusciamo ad influenzare o farci influenzare dalle parole altrui. 

 

Ad oggi il nostro modo di comunicare, rispetto agli anni passati, ha subìto un’evoluzione in molteplici suoi aspetti, ad esempio al tempo dei nostri nonni, il mezzo di comunicazione più diffuso erano le lettere dove si potevano attendere anche mesi per una risposta (sempre se arrivava), l’evoluzione ci ha portati alla realizzazione del telefono con i fili che ha permesso ai nostri genitori di poter rimanere in contatto e comunicare con amici o parenti lontani, fino ad  arrivare ad oggi che, con internet, email, smartphone e social network riusciamo a rimanere connessi, chiacchierare, videochiamare e mandare messaggi istantanei a qualsiasi persona in qualsiasi parte del mondo. 

I social network sono diventati, ad oggi, il nostro biglietto da visita nella società, la nostra vetrina dove comunichiamo il nostro stato emotivo, quello che facciamo durante il giorno, persino quello che mangiamo. 

La comunicazione è diventata molto più veloce e soprattutto tendiamo a comunicare con la scrittura; chiamare una persona e stare al telefono per condividere un pensiero o magari vedersi dal vivo e guardarsi negli occhi è sempre più raro, oggi si comunica tramite messaggi con frasi brevi ed emoticon, ad esempio invece di dirsi “ti voglio bene” si manda un cuore su whatsapp. 

Attuare e comprendere il cambiamento è molto importante, ma bisogna stare attenti a non rischiare di arrivare ad avere una comunicazione sempre più sterile e muta.

A tal proposito, lo psicologo e filosofo Paul Watzlawick, grazie ai suoi studi sulla comunicazione, fondò quelli che lui chiamò “gli assiomi della comunicazione”, ovvero le 5 regole da dover rispettare durante le conversazioni per poter avere così una comunicazione efficace con l’interlocutore:

 

1. Assioma: “Non si può non comunicare” 

A tutti noi risulta impossibile non comunicare, anche perché si può comunicare anche e soprattutto con i nostri comportamenti o azioni. Per quanto una persona con la sua passività e i suoi silenzi trasmetta la volontà di non parlare, sta comunque inviando un messaggio. Qualunque cosa fa o dice, qualunque scelta o atteggiamento assume, comunica alcuni aspetti della sua persona agli altri. 

2. Assioma: “All’interno di ogni comunicazione si possono individuare due livelli.”

Il primo livello è il contenuto, le parole che dici e cosa stai comunicando; il secondo livello invece è quello della relazione, ovvero indica il tipo di relazione che vuoi instaurare con la persona a cui ti rivolgi.

Ad esempio se io dico “apri la finestra”, questa frase esprime un contenuto. Questo contenuto può essere espresso e pronunciato con tono tranquillo oppure con un tono aggressivo, questo in base al tipo di relazione che io voglio instaurare con il mio interlocutore. In sostanza, conta molto ciò diciamo ma soprattutto è importante il modo in cui lo diciamo.

3. Assioma: “Il flusso comunicativo è espresso secondo la punteggiatura degli eventi.”

Le persone comunicano una serie ininterrotta di parole e pensieri in base al proprio punto di vista e la punteggiatura che utilizziamo mentre parliamo implica una riuscita o non riuscita di una comunicazione efficace. 

L’interpretazione della realtà che noi comunichiamo, ovvero la sequenza degli eventi, è quella che ci sembra più veritiera ai nostri occhi. Per questo può capitare per esempio che in un rapporto di coppia si veda la situazione solo dal proprio punto di vista, rischiando di dare la colpa all’altro di tutti i problemi.                                                                         

4. Assioma: “La comunicazione avviene attraverso i canali verbali e non verbali.”

La comunicazione verbale è caratterizzata da parole distinte con un significato differente, mentre quella non verbale (e paraverbale) è caratterizzata da gesti, postura, espressioni del volto, tono di voce e ritmo; in sostanza il linguaggio del corpo. Queste due comunicazioni sono complementari, infatti quando una non è congrua all’altra siamo portati a dubitare di ciò che viene detto.

5. Assioma: “Le interazioni possono essere complementari o simmetriche.”

La comunicazione simmetrica si verifica quando gli interlocutori hanno una comunicazione alla pari, mentre la comunicazione complementare si presenta quando uno dei due si sente superiore all’altro. In quest’ultimo caso la persona che si sente superiore, cercherà di far sentire l’altro in una posizione subordinata, ad esempio un padre con un figlio.

Queste regole che abbiamo visto sono utili da poter inserire nel nostro modo di comunicare, questo ci permette di allenare la nostra mente e il nostro cervello ad una comunicazione corretta ed efficace che possiamo utilizzare non soltanto all’interno della nostra vita privata, ma anche in quella professionale, riuscendo così a comunicare al meglio, il prodotto o servizio che abbiamo da offrire. Per comunicare in maniera efficace occorre quindi ricordarsi che, oltre ad imparare ed attuare le regole comunicative prefissate, è fondamentale iniziare a prestare attenzione ed attuare un ascolto attivo per poter riuscire a comprendere al massimo tutto ciò che il nostro interlocutore vuole “mettere in comune”. 

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